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Mabon

“Il raccolto sta finendo,
la terra sta morendo.
Il bestiame è arrivato dai loro campi.
Abbiamo la generosità della terra
sul tavolo davanti a noi
e per questo ringraziamo gli dei”.

Secunda (Notte del 22 su 23 settembre) – Il crepuscolo


Ancora una volta nel ciclo evolutivo della Ruota delle streghe, notte e giorno si equivalgono per effetto del passaggio equinoziale solare sull’emisfero meridionale della volta astronomica e ora, secondo la credenza stregona, splendor precipita negli inferi lasciando alle tenebre il compito di sovrastare la luce. Secunda è un momento critico e di passaggio, forte e significativo come tutti i momenti sabbatici ma a maggior ragione in questo periodo, vicini come siamo alla festività di Calenda, quando le porte tra il mondo visibile e quello invisibile si assottigliano.
Questa e’ la seconda grande festa del raccolto e di ringraziamento per le Streghe. Il ciclo si è quasi chiuso e le streghe danzando attorno ai falò accesi nella notte. La terra si prepara al lungo sonno invernale mentre il Sole entra nel suo regno oscuro. In gergo esoterico si dice che il sole discenda letteralmente agli “inferi” e le tenebre cominciano a prevalere sulla luce. A Mabon luce e tenebra si trovano però di nuovo in equilibrio perfetto.
Mabon segna la fine dell’anno Esoterico e del ciclo del serpente che ricomincerà con Samhain. Questo un momento critico di passaggio e la barriera tra il mondo visibile e quello invisibile si fa più sottile, si viene a formare come un ponte tra le due realtà. Mabon è il completamento del raccolto con la vendemmia delle uve e la fabbricazione del vino che avviene nel buio delle botti. Questo processo è la metafora della trasformazione spirituale del nuovo adepto che si rivolge al suo interiore ove risiede la nostra volontà magica. Mabon va vista come una festa iniziatica, rivolta alla ricerca di un nuovo livello di consapevolezza. Si festeggia in abbondanza ed allegria con cibi e bevande ricordandoci sempre di lasciarne una parte del pasto rituale agli animali come offerta in segno di ringraziamento nei confronti della nostra Grande Madre Terra
Il ciclo si è quasi chiuso, la natura si prepara alle brume invernali.
Il seme sepolto nel terreno ( a Mabon e Samhain ) muore e da esso nasce la nuova pianta ( a Yule ), che percorrerà tutto il suo cammino ( a Imbolc, Eostara, Beltaine sino al Solstizio d’Estate ), e maturerà ( a Lughsanad ) per poi di nuovo generare un nuovo seme che cadrà nella terra per dare inizio ad un nuovo ciclo. Questo è il ciclo detto del Serpente che si svolge nell’arco di un anno solare, scandito dalle stagioni, e che comprende tutta l’intera nostra vita.
Uscire da questo ciclo significa elevarsi, come dicevano gli antichi, riscoprendo la propria dimensione divina ed immortale. Il concetto è alla base anche delle iniziazioni e dei misteri Eleusini. Mabon è uno dei Sabba minori, l’ultimo prima di Samhain e prima della fine del ciclo. E’ anche la seconda festa del raccolto e di ringraziamento per le streghe che festeggiano al chiarore dei falò. La terra si prepara adesso al suo lungo sonno invernale e il sole al suo regno oscuro. In gergo esoterico si dice che il sole scende letteralmente agli “inferi” e le tenebre cominciano a prevalere sulla luce. A Mabon luce e tenebra si trovano però di nuovo in equilibrio perfetto. Mabon segna la fine dell’anno esoterico e dell’anno naturale. Il ciclo produttivo e riproduttivo è concluso, le foglie cominciano a ingiallire e gli animali iniziano a fare provviste in previsione dell’arrivo dei mesi freddi. La Madre Terra riposa. Per chi pratica la Magia è tempo quindi di fare bilanci. Noi sappiamo ciò che è stato seminato e si può constatare adesso quali frutti abbiamo veramente raccolto.

Se Lammas è l’inizio del raccolto, Mabon è la fine del raccolto e il suo completamento e quindi il raccolto dell’ultima frutta, degli ultimi ortaggi e dell’uva. La fabbricazione del vino e dalla raccolta delle uve, la pressatura e sino alla chiusura del vino nel buio delle botti, ha procedure che venivano accompagnate da rituali ben specifici perchè il processo della fermentazione delle uve era visto come la trasformazione spirituale del nuovo adepto che si svolge durante le iniziazioni e i riti misterici, nel buio di santuari sotterranei, ( il nostro IO interiore ove risiede la nostra volontà magica ) . Mabon va vista in effetti come una festa iniziatica, rivolta alla ricerca di un nuovo livello di consapevolezza. E’ tempo di volgersi all’interiorità.
Nella parte declinante della Ruota dell’Anno si viaggia dentro noi stessi, entriamo nel tempio del buio per riflettere sui misteri della trasformazione attraverso i concetti di morte e rinascita e ci prepariamo per l’arrivo dell’inverno. Si festeggia in abbondanza ed allegria con cibi e bevande, devono essere allestiti grandi banchetti. Le divinità della terra vengono ringraziate per i loro doni, auspicando un futuro ritorno dell’abbondanza per gli anni successivi ricordandoci sempre di lasciarne una parte del nostro banchetto per la terra e le sue creature. Tutto ciò che di commestibile abbiamo messo sulla nostra tavola e ci è avanzato va donato e portato all’aperto ed offerto ad animali ed uccelli in segno di ringraziamento nei confronti della Grande Madre Terra che ci ha elargito i suoi doni.
Con Mabon, il cerchio si chiude: l’anno volge al termine, gli uomini hanno piantato tutti i loro semi, speso tutta la loro forza;
Le Cornucopie e i cesti decorati con pampini, uva o altra frutta di stagione portano fortuna e prosperità, oltre ad armonizzare la casa con i colori e l’energia della casa.la terra ha potuto risplendere di tutta la sua bellezza, ha donato tutti i suoi frutti, il Sole ha illuminato con tutta la sua luce, e nutrito con tutto il suo calore, nulla più è da compiere. La Natura è stanca e anela al meritato riposo.
Tuttavia, ogni creatura, uomini compresi, guardano quel riposo con giustificato timore: non è detto che la passata abbondanza torni, il mondo sublunare si volge verso l’ignoto, nessuno sa cosa aspettarsi se non il regno dell’Oscurità fino a che non tornerà il «Signore della Luce», così questo è un momento carico di attesa, paura e speranza allo stesso tempo.

Naturalmente i temi principali di questo Sabbat sono:
“La preservazione della fertilità della Terra;
La chiusura dell’anno con una festa;
La preparazione delle condizioni per la venuta del «Trionfo dell’Oscurità”
.

Altare di Mabon

Stendete sull’altare un bel telo marrone, simbolo della Madre Terra, decorato con nastri dorati, simbolo degli ultimi raggi di sole, quindi sistemate sull’altare i simboli della stagione: candele marrone, dorate e arancioni.

Un falcetto, simbolo del raccolto magico, o un altro strumento che si adatta ad essere anche simbolo del vostro personale raccolto in quest’anno.

Ovviamente non è necessario che il vostro raccolto sia di tipo agrario o materiale.

Una Babban, cioè una bambola di grano, che rappresenti lo Spirito della Terra ricco della sapienza della crescita e di fertilità che userete durante il rito e che rimarrà sull’altare per l’intero anno;

Un cestino o un piattino con chicchi di grano e sementi varie.

Vestire la casa per Mabon

Come sempre la prima cosa da fare è preparare la casa ad accogliere le energie della stagione, cominciando così ad allinearci con il ciclo dell’anno.
Dopo una pulizia purificatrice delle stanze, legate le tende con fasce e nastri marrone. Preparate dei centrotavola con cesti o cornucopie piene di frutta di stagione, specie uva, grano e melograni, simbolo del raccolto.
Affinché il calore e la luce del Sole non abbandonino del tutto la vostra dimora, sostituite le tovaglie chiare e fresche di Lughnasadh con dei bei tappeti, copritavolo in lana e dai colori caldi e autunnali.
L’incenso da utilizzare sarà a base di benzoino, mirra, pino, salvia, ibisco e petali di rose. Sul tavolo non devono mancare: grano, foglie di vite, foglie di quercia, petali di rosa e foglie di salvia essiccate e una cornucopia. La tavola dovrà avere una tovaglia e tovaglioli di colori autunnali, con candele rosse o marroni, può essere decorata con erbe secche, castagne, noci, more, ghiande, mais, fiori di girasole e foglie autunnali, biscotti di farina di avena, mandorle e vino per ringraziare gli antenati e le energie; brindare e alzare il calice di vino per ogni elemento invocato:
“Alla Terra: per la stabilità, per l’aiuto nel mantenere la casa, la salute, il lavoro ed il benessere”;
“All’Aria: per l’ispirazione che aiuta nella conoscenza e nella comprensione”;
“Al Fuoco: per l’energia che aiuta a sostenere la spinta dell’ambizione di cui necessitiamo per portare a termine i nostri progetti”;
“All’Acqua: per lo scorrere gentile che aiuta a mantenere la calma e l’equilibrio emotivo nei rapporti.“

Le pietanze tradizionali sono il pane di grano, i fagioli, le patate e le zucchine al forno.
Il fuoco viene acceso con le foglie secche che si raccolgono in giardino e vi si possono bruciare anche dei cardi.

Mabon va vissuta come una festa iniziatica, rivolta alla ricerca di un nuovo livello di consapevolezza; è tempo di volgersi all’interiorità: nella parte declinante della Ruota dell’Anno si viaggia dentro noi stessi, entriamo nel tempo del buio per riflettere sui misteri della trasformazione attraverso la morte vera o simbolica. Si lavorerà sulla protezione, prosperità, sicurezza e fiducia in sé stessi, trovando equilibrio tra materia e spirito, tra maschile e femminile, tra luce e buio.

Il raccolto di Mabon è un momento di riflessione, accettazione e ringraziamento, in cui si condividono cibi e bevande, posizionati in cerchio, in modo che ognuno possa mangiare e bere, senza essere diverso da tutti gli altri, scambiandosi doni di abbondanza, consumando insieme pane, polenta, funghi, castagne, sidro, vino, birra o idromele, ma non prima di aver dato alla Terra il primo sorso di idromele e il primo pezzo di pane, come ringraziamento e offerta propiziatoria.

Pratiche per la festa di Mabon:


1)Preparare delle ceste con frutta fresca di stagione per amici e per la famiglia.
2)Riempire una scodella con della frutta e lasciarla come offerta agli Dei.
3)Fare una “Cena della Fortuna” o dell’Abbondanza.
4)Riempire un cesto con delle pigne, foglie secche colorate, grano, spighe e rami di pino caduti e lasciarlo vicino alla porta.
5)Andare in un campo di alberi di mele e raccoglierne una dall’albero.
6)Servire una tipica cena di Mabon con del buon vino, dei fagioli e della verdura di stagione. Ideale anche una zuppa con carote, cipolle, patate, radicchio e granturco che combinano le energie del Dio e della Dea.
7)Preparare del vino speziato.
8)Preparare delle mele, levando il torsolo e riempirle di crema pasticciera. Da mangiare con una persona speciale.
9)Raccogliere delle foglie secche coloratissime, per farne dei centrotavola.
E’ un buon momento per camminare nei boschi, prendendo erbe secche per usarle sull’altare come decorazione o per le vostre tisane.
10)Cambiare le scope di casa.
11)Chiamare gli elementi e ringraziarli: Terra/casa e finanze, Aria/scuola e conoscenze, Fuoco/carriera e successi, Acqua/emozioni e relazioni.
12)Telefonare agli amici veri e ringraziarli per averli nella vostra vita.
13)Lasciare una mela in giardino in ricordo di una persona cara scomparsa.
14)Fare un incanto di protezione legando dei rami di nocciolo con del filo rosso.
15)Passare per il vostro giardino e toccare tutti i fiori.
16)Bere del vino rosso, magari riscaldato sul camino.
17)Appendere una mela con un filo al soffitto e giocare a morderla con il vostro amore.
18)Fare un mandala di semi e grano per terra, un’offerta per i doni della Madre agli animaletti del giardino o del bosco.
19)Cucinare al forno delle mele senza torsolo e riempirle con burro e cannella.
20)Comprare un bel collare nuovo al vostro cucciolo.
21)Onorare gli uccellini e i piccoli animali che vivono vicini alla vostra casa, lasciandogli dei semi e del cibo.
22)Fare delle ghirlande con le viti, ammorbidendole in acqua calda.
Questo è il giorno del ringraziamento alla vita.
23)Offrire libagioni agli alberi.
24)Rilassarsi, guardare un film, iniziare un nuovo libro, non pensare al lavoro.
25)Tagliare una mela a metà in maniera che possiate vedere il pentacolo. Questo è un modo per ricordarsi della vita che rinasce.
26)Fare dei piccoli “biberon” per uccelli. Prendere delle pigne e rotolarle nel miele, quindi nei semini di cui si cibano.
27)Raccogliere rami di salici e farne bacchette; è un’antica usanza druidica.

Le Erbe di Mabon

Nocciolo,achillea,camomilla,mele,girasole,melograno, grano, ghianda, benzoino, felci, mais, caprifoglio, calendula, erba medica, mirra, passiflora, salvia, tabacco, cardo.,uva,pino.

Corona di Mabon

Le Candele di Mabon

Olio Eterico per vestire le Candele di Mabon

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