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Beltane

Mi accingo a cantare alla Terra, Madre universale dalle solide fondamenta, vecchia venerabile, che nutre quanto si trova sulla superficie di essa… Da te procede la fecondità (figli buoni) e la fertilità (buoni raccolti e i frutti), o Sovrana!, e da te proviene dare e togliere la vita agli uomini mortali. Beato colui al quale tu, benevola, rendi onori; questi ha tutto in abbondanza… dea augusta, generosa divinità ! Salve, Madre degli dei, sposa del Cielo stellato! Concedimi una vita felice come premio al mio canto! D’ora in poi mi ricorderò di te nei rimanenti canti”
(Omero – Ode alla Madre Terra – vv. 1-3, 6-9, 17b-20)

Notte tra il 30 aprile e il 1 maggio e festeggiamenti per tutto maggio

Altare di Beltaine

LA FESTA DELLA FERTILITÀ

La fine della metà oscura dell’anno e l’inizio dell’estate ha costituito da sempre un momento di passaggio, in cui la rigenerazione della vita vegetale è anche la resurrezione della vita cosmica, un ritorno al tempo mitico degli inizi. Nella tradizione celtica le due feste maggiori erano quelle che segnavano rispettivamente l’inizio dell’estate e l’inizio dell’inverno.
Come molte altre popolazioni pastorali, gli antichi Celti avevano infatti due sole stagioni, non quattro: la metà oscura e la metà luminosa dell’anno. Nel Nord Europa inoltre, gli effetti della primavera cominciano a sentirsi solo all’inizio di maggio. Le successive suddivisioni dell’anno furono introdotte più tardi dagli agricoltori.
Gli antichi Celti celebravano il 1° maggio la festa di Beltaine (Pron. Beltein), nome anglicizzato che corrisponde al gaelico irlandese Bealtaine (pron. Bioltinna) e al gaelico scozzese Bealtuin (pron. Bialten). In Scozia Bealtuin è il Giorno di Maggio, mentre in Irlanda Bealtaine è il nome dell’intero mese di maggio.
Beltane significa “i fuochi di Bel”, i quali venivano accesi in onore di Bel (Beh, Balor o Belenos sono altri nomi con la quale è conosciuto in varie aree celtiche). Bel è il “Luminoso”, dio di luce e di fuoco. Non una divinità solare, perché per i Celti il sole era un’entità femminile, tuttavia presentante alcuni attributi solari. Una controparte celtica di Apollo, tanto per tracciare un parallelo con altri ambiti culturali.
Le quattro feste celtiche hanno in fondo un carattere stagionale e ctonio più che solare e celeste, a differenza delle feste solstiziali ed equinoziali. Per questo molti studiosi hanno interpretato Bel come l’equivalente del gallico Cernunnos e del britannico Heme, due divinità maschili della fertilità, signori dei boschi e degli animali, come indicano le loro corna nelle raffigurazioni che ci sono pervenute. Essi sono la controparte nordica di Pan e il loro culto, celebrato nei boschi e nelle campagne, sopravvisse a lungo nel Medio Evo, tanto che può aver contribuito a creare l’immagine delle streghe adoratrici del demonio. Agli occhi degli ecclesiastici che cosa altro poteva essere un’entità animalesca munita di corna, e i cui fedeli celebravano riti orgiastici?
Simbolicamente Cernunnos e Bel possono essere due aspetti del Dio Padre che feconda la Dea Madre, aspetti rappresentati dai due temi che dominano la festa di Beltaine: fertilità e fuoco.

Il fuoco in questa festa rappresenta appunto il calore della passione che genera la vita. I fuochi di Bel erano accesi sulle colline per celebrare il ritorno della vita e della fertilità nel mondo. Ogni tribù, accendeva ritualmente grandi fuochi per mezzo di scintille sprigionate da una selce.
In Scozia, negli Highlands centrali, i fuochi di Beltaine erano accesi tramite il cosiddetto needfire, il “fuoco della necessità”, o “fuoco della miseria”. Si usava allo scopo una tavola di quercia forata ed un palo, pure di quercia, che veniva fatto ruotare velocemente per mezzo di una corda. La tradizione fissava in “tre volte tre” o “tre volte nove” il numero di coloro che dovevano far girare questo strumento.
Il fuoco sacro era simbolo del fuoco celeste, del calore primordiale che produsse la creazione e che si ripresentava a ogni ritorno della primavera. E’ significativo l’uso di legno di quercia; infatti, la quercia è l’albero attribuito alla metà luminosa dell’anno che proprio a Beltaine celebra il suo trionfo.
Nell’Irlanda pagana nessuno poteva accendere un fuoco di Beltaine finché il Grande Re non avesse acceso il primo fuoco rituale sulla collina di Tara, il centro mistico e politico dell’antica Irlanda. San Patrizio sfidò questa usanza per distruggere le usanze pagane e San David fece una cosa simile in Galles. I fuochi di Beltaine venivano spesso accesi in coppia, e tra i due fuochi veniva fatto passare il bestiame, per propiziare latte abbondante, fertilità e buona salute per tutto l’anno, prima di essere condotto ai pascoli estivi. Ci poteva essere una spiegazione “razionale” per questa pratica dato che il calore poteva uccidere i batteri e i microbi accumulatisi sulla pelle degli animali nelle sporche stalle invernali, ma il significato principale era comunque quello di una purificazione rituale tramite il fuoco, una vera e propria “pulizia di primavera”. Il fuoco distrugge i poteri ostili, purifica l’aria e favorisce la fertilità di tutti gli esseri viventi. Incidentalmente, un detto gaelico che dice: “essere preso tra due fuochi di Beltaine”, sta ancora oggi a indicare il trovarsi in un dilemma.
La gente danzava attorno ai falò: si danzavano danze con alti salti quali: la Danza del Cervo e la Danza del Salmone Saltante, ricordi di antiche danze di caccia e pesca. Molte donne danzavano in cerchio su bastoni di legno in una frenetica danza di fertilità, per promuovere la crescita dei nuovi raccolti (i bastoni divennero poi manici di scopa ma la loro forma fallica suggerisce sempre il tipo di energia che veniva evocata).
Quando le fiamme dei falò iniziavano ad abbassarsi le persone saltavano sui fuochi, usanza ancora praticata in Scozia e in Irlanda, per propiziarsi la fortuna. Così giovani e ragazze saltano per trovare l’anima gemella, i viaggiatori per garantirsi viaggi sicuri, le spose per ottenere figli e perfino le donne gravide per assicurarsi un parto facile. Infine, le ceneri dei fuochi venivano (e ancora oggi è così in certe località ) sparse sulla terra per garantire la fecondità dei campi.

Dopo le danze e i salti spesso le giovani coppie si appartavano col favore dell’oscurità continuando a modo loro le celebrazioni. Infatti, Beltaine era una festa di fertilità nella quale la Madre terra e il Grande Dio dei boschi si accoppiavano. Per la gente comune era una festa orgiastica. Per tutta la notte del 30 aprile (come si è detto i Celti facevano cominciare i giorni dal crepuscolo del giorno precedente) si susseguivano in un’atmosfera orgiastica banchetti e danze, che terminavano con l’avvento della nuova vita. Su questa notte vegliava la Grande Dea della fecondità, che dominava allo stesso tempo il destino dei semi e quello dei morti e che perciò era la Dea della Morte in Vita.
Si entrava in comunicazione con il mondo infero e con i defunti.
In questo periodo, vero e proprio momento “caotico” di passaggio, le leggi della realtà ordinaria sono quasi sospese e si aprono le porte dei regni ultraterreni come il “Sidhe”, il regno fatato dei Celti. A differenza dei defunti umani, gli esseri fatati non sempre sono benevoli. In questo periodo le fate appaiono agli umani e chiunque si addormenta sotto un biancospino (albero fatato) rischia di essere portato via da loro. Molte leggende associate a queste feste riguardano spesso gli incanta-menti dell’Altro Mondo
Ma anche nel folklore “pagano” europeo si prendevano precauzioni contro le fate e gli spiriti malvagi. Era (e spesso ancora è) tabù sposarsi a maggio perché era il mese delle Nozze Sacre del Dio e della Dea, e in Inghilterra non si comprano scope nuove di maggio, perché esse spazzerebbe-ro via la buona fortuna.
La festa celtica di Beltaine divenne la festa medievale di Calendimaggio.

L’inizio della bella stagione era celebrato con tornei, dove il vincitore, personificazione del Dio vittorioso sulle tenebre invernali, otteneva il diritto di sposare la damigella per cui si era battuto.
In molte località europee divenne usanza formare comitive di giovani che giravano per i villaggi cantando stornelli e augurando la buona fortuna (il “cantar maggio” di molte località toscane). Rami e fiori venivano portati dai boschi la mattina di Beltaine per decorare porte e finestre o per fabbricare ghirlande, che i giovani portavano in giro per le strade cantando e chiedendo cibo e dolci in cambio. Infatti una caratteristica dei festeggiamenti di Beltaine è la celebrazione della vegetazione, così una usanza celtica era quella di appendere una ghirlanda primaverile (simbolo della grande Dea) a un tronco privo di rami (simbolo fallico del Dio selvaggio).
In Inghilterra il simbolo della festa di maggio, o May Eve (“vigilia di maggio”), divenne l’albero o palo piantato nelle piazze dei villaggi e adornato di nastri multicolori. Il palo di maggio non è altro che l’Albero Cosmico, l’Axis Mundi che collega i tre regni cosmici (celeste, terreno e infero). Gli sciamani usano l’albero cosmico per ascendere fino al mondo Superiore o discendere a quello Inferiore, come gli sciamani siberiani che usavano ritualmente un palo di betulla a sette pioli. In Galles la danza attorno al palo di maggio era chiamata “danza della betulla”.
Ma a Beltaine il palo di maggio ha anche un ovvio significato fallico, il potere fecondante della divinità maschile immerso nel grembo della Madre Terra e sormontato spesso dalla ghirlanda femminile della Dea.
Il periodo di Beltaine è il momento in cui, in quasi tutte le tradizioni religiose, l’energia maschile del Dio è al suo massimo grado di potenza, spesso raffigurata con diversi simboli maschili o un fallo eretto. Altri simboli dell’energia fecondante sono corna, bastoni, ghiande e semi. Fate in modo che sul vostro altare figuri almeno uno di questi simboli, ad esempio, potete porre una ciotolina con dentro dei semi, delle ghiande o dei frutti di stagione.
Il simbolo di Maggio più conosciuto e forse anche più antico al mondo é l’Albero di Maggio, un grande palo alla cui sommità sono legati dei nastri, simbolo dell’albero cosmico o Asse che regge l’Universo unendo Cielo e Terra. Sarebbe grazioso e indicato costruirne uno in miniatura per il vostro altare, sarà un simbolo maschile eccellente, superabile solo con un bonsai decorato con nastri e fiori, infatti, in alcune culture, il palo era sostituito da un vero albero.
Tipici delle feste di Beltaine sono anche le danze o le corse nei labirinti.
Spirali e labirinti sono simboli antichissimi, che si vedono incisi e scolpiti in molti monumenti sepolcrali preistorici. La famosa triplice spirale di Newgrange potrebbe simboleggiare la natura ciclica di morte e rinascita. Molte usanze più tarde, espresse dai labirinti tagliati nel prato o costruiti con siepi, possono avere avuto un significato di fertilità, ove le danze rituali attraverso i labirinti stavano a indicare la rinascita della vita a primavera. La stessa danza intorno al palo di maggio ha un andamento a spirale.

Le Erbe di Beltaine

Le erbe di Beltane
Beltaine significa “fuoco lucente” riferitosi ai falò che i celti accendevano in onore del dio celtico Bel, dio della luce, della guarigione e del fuoco sacro.
Questa festività segna l’inizio della stagione estiva ed è conosciuta anche come la Vigilia di Maggio, il giorno di maggio o la notte di Valpurga.

Durante questa festa, dedicata alla fertilità, la tradizione vuole che si danzi attorno ad un palo, il così chiamato “Palo di Maggio” (simbolo fallico dedicato al Dio), intrecciando lunghi nastri colorati, per onorare l’unione del Dio e della Dea. Solitamente per il palo veniva utilizzato l’albero di pino che veniva decorato già dalla festa di Yule. I nastri intrecciati erano uno di colore rosso per rappresentare il Dio ed uno bianco per rappresentare la Dea. Danzando intorno all’albero di pino, gli uomini con i nastri rossi e le donne con quelli bianchi, insieme celebravano il momento dell’anno dedicato alla nascita e alla fertilità.

Ma durante la festa di Beltaine anche le erbe sono state un’importante elemento: infatti durante il grande rituale della festa, si accendeva un grande falò composto dalle nove erbe sacre ai Celti, con cui si purificavano i luoghi, come la casa e i campi, passando in essi con le erbe brucianti.
Questo rituale portava buon auspicio per il lavoro dell’agricoltura nei campi e protezione della casa.

Un altro bellissimo rito di Beltaine era il “Portar dentro Maggio” ossia raccogliere fiori profumati, che la stagione donava con generosità, e portarli in casa per diffondere con colori e profumi questa meravigliosa stagione estiva.

Le Erbe di Beltaine
Salvia, Basilico, Menta ,Olibano ,Betulla Pino, Rosmarino, Calendula ,Rosa selvatica, Biancospino, Mandorlo, Incenso, Margherita, Angelica, Lillà, Campanula , Lavanda. Caprifoglio, Ortensie

Le Candele di Beltaine

Olio Eterico per vestire le Candele di Beltaine

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